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La Corte di Cassazione, con Ordinanza del 19 aprile 2018, n. 9772, è stata nuovamente chiamata ad esprimersi in merito alla violazione delle norme che disciplinano la concorrenza sleale e la correttezza professionale. Nel caso di specie, la società ricorrente lamentava di aver subito danni da parte della convenuta, in quanto quest’ultima aveva venduto prodotti – che avrebbero dovuto limitare le radiazioni nocive dei cellulari – molto simili a quelli della ricorrente, ma successivamente rivelatisi inefficaci. La ricorrente lamentava il calo delle vendite e l’immagine negativa che la concorrente aveva contribuito a creare su tali tipologie di beni. La Corte di Cassazione ha affermato che, affinché si possa configurare il reato di concorrenza sleale, occorre che il prodotto danneggiato sia ancora in produzione e che la società lesa non abbia già licenziato i propri dipendenti; nel caso de quo, al contrario, la ricorrente non aveva dimostrato di essere ancora operativa al momento della pronuncia della sentenza.