argomento: News del mese - Diritto delle Procedure Concorsuali
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La Corte di Cassazione, con Sentenza del 26 ottobre 2017, n. 7767, depositata il 29 marzo 2018, ha affermato l’inesistenza di un vuoto normativo, tale da poter giustificare l’analogia tra la disciplina dell’equa riparazione per ingiusta detenzione od errore giudiziario e il ricorso depositato dal soggetto fallito, che lamenta il danno patito a seguito della revoca della sentenza di fallimento precedentemente emessa. In particolare, la Suprema Corte ha escluso tale possibilità per la diversità degli interessi in gioco: relativamente alla dichiarazione di fallimento si tratta di interpretazione di norme di diritto; inoltre, il risarcimento conseguente alla ingiusta detenzione deve fondarsi su comportamenti concreti o specifici, che siano rivelatori di gravi o macroscopiche negligenze.