argomento: News del mese - Diritto degli Intermediari Finanziari
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La Corte di Giustizia UE, con Sentenza del 20 marzo 2018, relativamente alle quattro cause italiane C-524/15, C-537/16, C-596/16 e C-597/16 ha “interpretato” il principio del ne bis in idem – «riconosciuto sia dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (Carta) sia dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo (CEDU)» – che prevede che nessuno possa essere giudicato o condannato penalmente due volte per lo stesso reato. In particolare, la Corte di Giustizia UE (Grande Sezione), in merito alla causa C-537/16, ha stabilito che: «l’articolo 50 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea dev’essere interpretato nel senso che esso osta a una normativa nazionale, che consente di celebrare un procedimento riguardante una sanzione amministrativa pecuniaria di natura penale nei confronti di una persona per condotte illecite che integrano una manipolazione del mercato, per le quali è già stata pronunciata una condanna penale definitiva a suo carico, nei limiti in cui tale condanna, tenuto conto del danno causato alla società dal reato commesso, sia idonea a reprimere tale reato in maniera efficace, proporzionata e dissuasiva». Aggiungendo, inoltre, che «il principio del ne bis in idem garantito dall’articolo 50 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea conferisce ai soggetti dell’ordinamento un diritto direttamente applicabile nell’ambito di una controversia come quella oggetto del procedimento principale».