argomento: News del mese - Diritto delle Procedure Concorsuali
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La Corte di Cassazione, con Ordinanza del 12 aprile 2019 n. 20193, depositata il 25 luglio 2019, ha affermato che le prestazioni svolte dal coadiutore del curatore sono suscettibili di essere remunerate, anche nel caso in cui il prestatore d’opera non sia iscritto ad un albo professionale. Ciò in quanto, espone la Suprema Corte, il rapporto che viene ad instaurarsi tra il curatore e il coadiutore nominato non configura una vera e propria prestazione d’opera intellettuale – con conseguente esclusione dell’applicazione dell’art. 2231 c.c. –, ma l’opera del coadiutore va ad integrare l’attività del curatore, con funzioni di assistenza, al fine del perseguimento degli interessi della procedura concorsuale.