argomento: News del mese - Diritto delle Procedure Concorsuali
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La Corte di Cassazione, con Ordinanza del 10 settembre 2020, n. 3327, depositata l’11 febbraio 2020, ha ribadito il principio secondo cui la scientia decoctionis può essere provata anche attraverso elementi indiziari e fondata su elementi di fatto, qualora idonei a fornire la prova per presunzioni dell’effettiva conoscenza, in capo al terzo, dello stato di insolvenza. Il giudice di merito è tenuto preliminarmente ad individuare gli elementi indiziari che singolarmente siano potenzialmente idonei – ai sensi dell’art. 2729 c.c. – a provare la scientia decoctionis. Inoltre, egli è chiamato ad eseguire una complessiva valutazione – quindi non atomistica – degli elementi presuntivi acquisiti, al fine di verificare se siano concordanti e se la loro combinazione sia in grado di fornire una valida prova presuntiva. Inoltre, affinché non si configuri una violazione dell’art. 2729 c.c. – censurabile in sede di legittimità –, è necessario che sia chiaramente evincibile il criterio logico alla base della scelta dei fatti e del convincimento del giudice.