<p>Impresa Società Crisi di Palazzolo Andrea, Visentini Gustavo</p>
Diritto ed Economia dell'ImpresaISSN 2499-3158
G. Giappichelli Editore

20/01/2021 - Rinuncia al credito di società estinte

argomento: News del mese - Diritto Civile e Commerciale

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La Corte di Cassazione, con Sentenza del 14 dicembre 2020, n. 28439, ha affermato che la remissione di un debito – quale causa di estinzione di un’obbligazione – richiede una manifestazione di volontà che deve essere “inequivoca”. Il silenzio non può ritenersi “indice certo d’una volontà abdicativa o rinunciataria” a meno che non sia concretizzato da comportamenti o atti idonei a palesare una volontà inequivocabile. In tema di sorte dei crediti vantati da una società estinta, la Suprema Corte ha, in primo luogo, precisato che l’estinzione dà vita ad un fenomeno successorio: dal lato passivo, dei debiti sociali rispondono i soci nei limiti di quanto ricevuto dalla liquidazione; dal lato attivo, i creditori sociali risultanti dai bilanci di liquidazione si trasferiscono ai soci. In secondo luogo, la Corte di Cassazione ha sottolineato che i crediti di una società commerciale estinta non possono ritenersi rinunciati per il solo fatto che non siano stati evidenziati nel bilancio finale di liquidazione, a meno che tale omissione “non sia accompagnata da ulteriori circostanze tali da non consentire dubbi sul fatto che l’omessa appostazione in bilancio altra causa non potesse avere, se non la volontà della società di rinunciare a quel credito”.