argomento: News del mese - Diritto delle Procedure Concorsuali
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La Corte di Cassazione, con Sentenza del 14 febbraio 2019, n. 10215, depositata in data 11 aprile 2019, ha fornito importanti chiarimenti in merito al valore che il riconoscimento del debito da parte del debitore poi fallito riveste nell’ambito della formazione dello stato passivo fallimentare. Nel caso di specie, la Suprema Corte ha affermato che l’onere di dimostrare la sussistenza del credito spetta sempre al creditore, anche nel caso in cui questi sia in possesso di una dichiarazione di riconoscimento del debito da parte del debitore. Ciò, in quanto il curatore fallimentare si configura quale soggetto terzo e, pertanto, estraneo alla scrittura di ricognizione. Invero, la Corte di Cassazione sottolinea che l’inversione dell’onere della prova di cui all’art. 1988 c.c. ha valore solamente nei confronti di colui verso il quale la dichiarazione di riconoscimento del debito è diretta e non anche nei confronti di soggetti terzi ed estranei, quale il curatore fallimentare. Pertanto, nel caso de quo, la Suprema Corte ribadisce che spetta all’istituto di credito istante – in ogni caso – dimostrare il proprio diritto, al fine di ottenere l’ammissione allo stato passivo fallimentare.