<p>Impresa Società Crisi di Palazzolo Andrea, Visentini Gustavo</p>
Diritto ed Economia dell'ImpresaISSN 2499-3158
G. Giappichelli Editore

22/01/2021 - Omesso versamento Iva: non c’è reato se viene provata, anche tramite il consulente fiscale, la crisi di liquidità del debitore

argomento: News del mese - Diritto Tributario

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La Corte di Cassazione, con Sentenza del 14 dicembre 2020, n. 35696, ha accolto il ricorso di un amministratore di una S.r.l. che, anche tramite l’aiuto del proprio consulente fiscale, è riuscito a dimostrare la sussistenza delle cause di non punibilità relative al riconoscimento della crisi d’impresa. Nel caso in oggetto, una s.r.l. veniva condannata per il reato di omesso versamento Iva e omesso versamento delle ritenute alla fonte. L’amministratore, ricorrendo in Cassazione, è riuscito peraltro a dimostrare di non aver causato personalmente la crisi di liquidità in azienda, nonché l’impossibilità oggettiva dell’azienda di procedere al pagamento a causa della crisi di liquidità derivante dal mancato versamento di alcuni canoni di locazione. Nel caso in oggetto, l’imputato non si era limitato a segnalare l’esistenza della crisi dell’impresa, ma aveva anche attestato i relativi elementi, quali: la sussistenza di numerosi crediti non incassati, la cessazione dell’attività, il ricorso alla procedura di concordato preventivo per la ristrutturazione del debito, il successivo fallimento, il tentativo di accordo transattivo con le banche anche con la prestazione di garanzie personali dell’imputato stesso; il tutto veniva poi anche confermato dalla testimonianza del consulente fiscale della s.r.l.

Tali elementi dovevano essere tenuti in considerazione dai Giudici della Corte d’appello ai fini dell’accertamento dello stato di crisi dell’impresa, non valutando l’impossibilità della stessa al pagamento del tributo affermando che l’IVA doveva essere comunque versata. I giudici della Suprema Corte hanno accolto il ricorso del contribuente rinviando la pronuncia alla Corte d’Appello.