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La Corte di Cassazione, con Sentenza del 20 gennaio 2021, n. 2270, ha respinto il ricorso di un responsabile amministrativo di un’azienda a cui veniva contestato il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture false. Nel caso di specie, il direttore amministrativo ricorreva in cassazione in quanto, anche se dotato di poteri di firma della dichiarazione dei redditi, la controparte non aveva fornito prova dell’apposizione della sua firma sulla dichiarazione dei redditi della società e, in estrema sintesi, affermava di essere solo un dipendente della società e quindi di non aver beneficiato di alcuna vantaggio dall’operazione messa in piedi dalla società chiedendo la rimozione del sequestro cautelare disposto sui propri beni. I Giudici della Suprema Corte, nel respingere il ricorso, hanno affermato che: il direttore amministrativo, nell’ambito societario, impartiva gli ordini sulla registrazione e pagamento delle fatture; dalle dichiarazioni raccolte, quest’ultimo era presente all’incontro in cui uno dei partecipanti ammetteva che le fatture non rispecchiavano i lavori eseguiti.