argomento: News del mese - Diritto delle Procedure Concorsuali
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La Corte di Giustizia europea, nella causa C-398/20 dell’11 novembre 2021, ha stabilito che deve ritenersi contraria al diritto unionale (e, in particolare, agli artt. 90, paragrafo 2, e 273 della direttiva 2006/112/CE) la disposizione dello Stato membro che esclude il diritto alla rettifica dell’IVA nel caso in cui il credito insoluto sia sorto nei sei mesi antecedenti la dichiarazione di fallimento del debitore. La circostanza che quest’ultimo possa, al momento dell’effettuazione dell’operazione assoggettata ad IVA, manifestare sintomi più evidenti di insolvenza – argomenta la Corte di Giustizia – non rientra nella deroga di cui all’art. 90, paragrafo 2, della direttiva 2006/112/CE, che consente agli Stati membri di escludere la riduzione della base imponibile IVA solo in caso di incertezza legata al pagamento della controprestazione (ovvero nel caso in cui il mancato pagamento della controprestazione è di difficile verifica o ha carattere temporaneo).