argomento: News del mese - Diritto Tributario
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La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 32120 del 12 dicembre 2018 ha affermato, aderendo al consolidato orientamento di legittimità, in base al quale le schede di sintesi allegate al PVC già di per sé costituiscono valido elemento probatorio sul quale può basarsi la pretesa erariale di inesistenza soggettiva delle operazioni contestate, che la mancata indicazione in dette schede di sintesi delle sommarie informazioni assunte dalla Guardia di finanza non è idonea a comportare la nullità degli avvisi di accertamento impugnati. La Suprema Corte con detta ordinanza ha accolto il ricorso dell’Agenzia e ha precisato: “È noto che in tema di accertamenti tributari, il processo verbale di constatazione assume un valore probatorio diverso a seconda della natura dei fatti da esso attestati, potendosi distinguere al riguardo un triplice livello di attendibilità: a) il verbale è assistito da fede privilegiata, ai sensi dell’art. 2700 c.c., relativamente ai fatti attestati dal pubblico ufficiale come da lui compiuti o avvenuti in sua presenza o che abbia potuto conoscere senza alcun margine di apprezzamento o di percezione sensoriale, nonché quanto alla provenienza del documento dallo stesso pubblico ufficiale ed alle dichiarazioni a lui rese; b) quanto alla veridicità sostanziale delle dichiarazioni a lui rese dalle parti o da terzi — e dunque anche del contenuto di documenti formati dalla stessa parte o da terzi — esso fa fede fino a prova contraria, che può essere fornita qualora la specifica indicazione delle fonti di conoscenza consenta al giudice ed alle parti l’eventuale controllo e valutazione del contenuto delle dichiarazioni; c) in mancanza della indicazione specifica dei soggetti le cui dichiarazioni vengono riportate nel verbale, esso costituisce comunque elemento di prova, che il giudice deve in ogni caso valutare, in concorso con gli altri elementi, potendo essere disatteso solo in caso di sua motivata intrinseca inattendibilità o di contrasto con altri elementi acquisiti nel giudizio, attesa la certezza, fino a querela di falso, che quei documenti sono comunque stati esaminati dall’agente verificatore”.