argomento: News del mese - Diritto Amministrativo
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Il Tar Lazio, nella sentenza del 12 novembre 2018, n. 10862, in materia di pubblici concorsi, ha evidenziato che l’Amministrazione, in presenza di una graduatoria in corso di validità, e affinché la scelta di indire nuovi concorsi pubblici possa ritenersi legittima, è tenuta a fornire un’adeguata motivazione sul punto, dalla quale dovrà emergere l’effettiva e concreta carenza di professionalità equivalenti all’interno delle graduatorie concorsuali ancora valide. In particolare, il giudice amministrativo ha inteso chiarire che nell’impiego pubblico l’indizione di un nuovo concorso per la copertura di posti vacanti deve costituire l’eccezione rispetto allo scorrimento di una graduatoria già esistente e per la quale non sia decorso il termine di tre anni di cui all’art. 35, c. 5 ter, del d.lgs. n. 165/2001. Di conseguenza, la scelta di indire un concorso deve essere ponderata ed adeguatamente motivata, dovendo tener conto del sacrificio imposto ai soggetti ritenuti idonei ed inseriti in graduatoria a fronte delle preminenti esigenze di interesse pubblico. Inoltre, il Tar ha ribadito che l’Amministrazione non può integrare il provvedimento con la presentazione dei motivi in sede giurisdizionale, dovendo la motivazione precedere e non seguire ogni provvedimento amministrativo ed ha individuato, di conseguenza, il fondamento dell’illegittimità della motivazione postuma nella duplice esigenza di tutelare il buon andamento amministrativo e di delimitare il controllo giudiziario.