Diritto ed Economia dell'ImpresaISSN 2499-3158
G. Giappichelli Editore

15/11/2018 - Il Tribunale di Roma, con Sentenza del 30 aprile 2018, n. 8582, ha affermato che, ai fini dell’annullamento della delibera votata dal socio in conflitto di interessi con la società, è necessario che si verifichino congiuntamente due condizioni: che la partecipazione del socio stesso sia determinante ai fini del raggiungimento della maggioranza dei voti, e che la deliberazione medesima sia (almeno potenzialmente) dannosa per gli interessi della società. Con riferimento al caso de quo, il socio di una s.r.l. aveva richiesto l’annullamento della delibera con cui la società aveva deciso di effettuare un’erogazione liberale a favore di una Onlus; il Tribunale di Roma, con la Sentenza in commento, nel ribadire la necessaria presenza contestuale delle due condizioni, ha altresì escluso che lo scopo di lucro delle società possa in ogni caso precludere la possibilità di compiere atti a titolo gratuito e donazioni.

argomento: News del mese - Diritto Civile e Commerciale

Articoli Correlati: provvedimento cautelare - Tribunale di roma

Il Tribunale di Roma, Sezione specializzata in materia di impresa, con Ordinanza del 26 aprile 2018, ha affermato che il giudice ordinario è sempre competente a pronunciare il provvedimento cautelare di sospensione delle delibere societarie; tale competenza non ammette deroghe, neanche nel caso in cui lo statuto sociale preveda una devoluzione ad arbitri delle controversie sorte tra soci e società relative alla validità delle delibere assembleari.