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1. Finanza alternativa e fintech - 2. Crowdfunding e crowdinvesting - 3. Blockchain, criptovalute e ICO - 4. Scenari futuri - Bibliografia - Sitografia - NOTE
La finanza alternativa è l’insieme dei processi, degli strumenti e dei meccanismi di finanziamento che si sono sviluppati (e affermati) al di fuori del sistema finanziario classico, costituito – in genere – dalle banche (regolamentate) e dai mercati finanziari [1]. Il termine fintech – invece – «nasce dall’unione delle parole finance e technology, e descrive quel settore dell’innovazione che migliora i servizi finanziari attraverso la tecnologia. [...] Le aziende fintech si distinguono perché utilizzano la tecnologia per portare un vero beneficio alle persone» [2]. Il fintech, dunque, è una branchia tecnologica della finanza alternativa. Fra i principali modelli della finanza alternativa si annoverano il crowdfuding e la blockchain. In questa sede, con particolare riferimento alla realtà italiana, verranno analizzati i principali modelli di crowdfunding finanziario (anche detto crowdinvesting), quali: equity crowdfunding, social lending, real estate cowdfunding e invoice trading. Relativamente alla blockchain, sempre con focus sull’Italia, saranno – invece – trattate le seguenti tematiche: token, criptovalute e ICO.
Il crowdfunding [3] è un particolare tipo di finanziamento collettivo che, sfruttando le potenzialità di Internet, consente a coloro che hanno delle idee o delle necessità, ma – rispettivamente – non i tutti i fondi per realizzarle o soddisfarle, di provare ad accedere a risorse economiche di terzi attraverso specifiche piattaforme online, andando ad offrire ai propri sostenitori delle ricompense di natura finanziaria o non finanziaria. In altre parole, con il crowdfunding è possibile produrre finanziandosi dal basso su Internet. Letteralmente il termine significa “finanziamento della folla” [4] dall’inglese “crowd”, folla, e “funding”, finanziamento. L’inventore italiano del crowdfunding, Angelo Rindone, fondatore dello storico portale Produzioni dal Basso [5], ha così definito il crowdfunding nel 2018 [6]: «fino a qualche anno fa avrei detto che è la disintermediazione finanziaria. Poi sono passato a dire che è il modo che Internet si è dato per sostenere progetti a vario livello. Forse, la definizione di Wikipedia [7] è quella che più regge nel tempo e riesce a recuperare quasi tutte le accezioni del crowdfunding: “il crowdfunding o finanziamento collettivo in italiano è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni. È una pratica di microfinanziamento dal basso che mobilita persone e risorse”. Magari non regge troppo per il lending, che – però – è sempre stato un modello a se stante, con piattaforme peer-to-peer senza una dimensione prettamente progettuale, ma piuttosto con una funzione tecnologica per il matching tra domanda e offerta di prestiti. Quando manca la dimensione progettuale, il crowdfunding viene un po’ meno. Il lending è una costola del crowdfunding, ma è ha una sua identità molto diversa. Tuttavia, ultimamente, con il lending su energia e sull’immobiliare si sta reintroducendo la componente progettuale anche questa branchia. Al contrario l’equity ha davvero una dimensione progettuale, così come donation e reward. [continua ..]
La blockchain [122], per come la intendiamo oggi, è un registro pubblico decentralizzato, teorizzato per la prima volta nel 2008 da Satoshi Nakamoto, un hacker o un gruppo di hacker la cui identità resta ancora anonima. Sostanzialmente la blockchainconsiste in una catena di blocchi di informazioni che non ha bisogno di una supervisione da parte di un’autorità centralizzata, in quanto sono gli stessi componenti della rete della blockchain a verificare, confermare e accrescere i blocchi (di informazione) della catena stessa. Le criptovalute, in genere, si basano proprio sul funzionamento di una specifica blockchain. Tra la fine del 2017 e i primi mesi del 2018 hanno raggiunto il loro apice mediatico grazie al boom verificatosi nelle loro quotazioni in Dollari, collegato anche ad una forte speculazione. 3.1. Blockchain: la catena di blocchi La blockchain [123] «rappresenta un processo in cui un insieme di soggetti condivide risorse informatiche (memoria, CPU, banda) al fine di costruire e aggiornare un database virtuale (la blockchain) pubblico (tutti possono vederlo) e decentralizzato (ogni partecipante ha una copia dei dati); le informazioni così raccolte sono considerate certe dalla comunità che condivide il processo. L’insieme delle regole informatiche (protocollo) e crittografiche genera la reciproca fiducia dei partecipanti nei dati conservati ed è potenzialmente in grado di sostituire quella assicurata da “pubblici registri” gestiti in maniera accentrata da un’“autorità” riconosciuta dal quadro regolamentare» [124]. La blockchain [125] è pertanto definibile come il registro pubblico (“public ledger”) di tutte le transazioni validate all’interno di blocchi (“block”), ognuna delle quali legata – attraverso la crittografia – alle operazioni precedenti, in un modo da poter di risalire sino al blocco iniziale (definito “genesis block”). Questo è, in sostanza, il processo con cui si crea una vera e propria“catena di blocchi”, che altro non è se non la “block-chain”. La sua particolarità è che, nella maggior parte dei casi, consente lo scambio di informazioni digitali senza la necessità che vi siano una o più autorità [continua ..]
In Italia, le prospettive future del fintech e della finanza alternativa sono – a oggi – così sintetizzabili. Per il crowdfunding dovrebbero arrivare delle novità in termini di normativa del settore. La Commissione Europea sta infatti discutendo la bozza del Regolamento relativo ai fornitori europei di servizi di crowdfunding per le imprese [150] – Regulation of the European Parliament and of the Council on European Crowdfunding Service Providers (ECSP) for Business [151]. Tale provvedimento [152] dovrebbe istituire un quadro normativo unico ed omogeneo all’interno dell’intera Unione Europea [153], andando – per altro – a rafforzare la protezione degli investitori e dei risparmiatori attraverso l’implementazione della trasparenza per favorire la crescita dimensionale e lo sviluppo delle piattaforme all’interno del mercato unico UE. L’obiettivo è, stanzialmente, quello di agevolare la raccolta di capitali, dare maggiori e migliori opportunità di investimento e incentivare la diffusione del crowdfunding transnazionale (cross-border). Inoltre il Regolamento ESCP dovrebbe anche avere un impatto sulle ICO dal momento che è stato proposto [154] di consentire ai gestori di piattaforme di crowdfunding, intenzionati a consentire il lancio di ICO sui propri portali, di poterlo fare se la raccolta dell’ICO sarà inferiore alla soglia massima di 8 milioni di Euro e se verranno rispettate le previsioni della Regolamentazione ECSP, oltre ad ulteriori requisiti addizionali, come – ad esempio – il fatto che non si tratti di private placement [155]. Relativamente al solo scenario italiano, alcune delle previsioni della Legge di bilancio 2019 dovrebbero estendere il crowdfunding anche «alle obbligazioni o ad altri strumenti di debito» [156]. A oggi, però, è una proposta ancora da attuarsi. Per quanto concerne il mondo della blockchain e delle criptovalute, Consob [157] – a marzo 2019 – ha pubblicato una consultazione sulle ICO con il dichiarato obiettivo di «avviare un dibattito a livello nazionale sul tema delle offerte iniziali e degli scambi di cripto-attività» [158]. La discussione promossa da Consob avrà quindi un impatto su: [continua ..]
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www.200crowd.com www.bebeez.it www.bitcoin.org www.blockchain4innovation.it www.borsaitaliana.it www.consob.it www.corrierecomunicazioni.it www.credimi.com www.crowd-funding.cloud www.crowd-funding.cloud www.crowdfundingbuzz.it www.crowdfundinginitaly.com www.crowdfundme.it www.ec.europa.eu www.economyup.it www.equitycrowdfundingitalia.org www.eurocrowd.org www.finextra.com www.housers.com/it www.italiancrowdfunding.it www.italiafintech.org www.jbs.cam.ac.uk www.jbs.cam.ac.uk/faculty-research/centres/alternative-finance/publications www.osservatoriocrowdinvesting.it www.osservatoriocrowdinvesting.it www.p2plendingitalia.com www.produzionidalbasso.com www.produzionidalbasso.com www.starteed.com www.startupitalia.eu www.walliance.eu www.wikipedia.org www.workinvoice.it