argomento: News del mese - Diritto Tributario
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La Corte di Cassazione, attraverso l’ordinanza numero 20686 del 28 Giugno 2022, ha stabilito che non è sufficiente essere socio di una società a responsabilità limitata cancellata dal registro delle imprese per poter rispondere del debito contributivo nei confronti dell’INPS. La Suprema Corte ricorda come: “la percezione della quota dell’attivo sociale è elemento della fattispecie costitutiva del diritto azionato dal creditore nei confronti del socio e, in base alla regola generale posta dall’art. 2697 c.c., tale circostanza deve essere dimostrata da chi faccia valere il diritto in giudizio, nel senso che grava sul creditore insoddisfatto l’onere della prova circa la distribuzione dell’attivo e circa la riscossione di una quota di esso da parte del socio. (v. ex plurimis, cass. n. 24186 del 2021)” aggiungendo inoltre come “nei confronti dei liquidatori, invece, la responsabilità ha un titolo del tutto autonomo, che deriva dalla carica rivestita ed è collegato alla mala gestio dell’amministratore (per tutte, v. Cass. n. 521 del 2020)”. Riassumendo, la responsabilità dei soci è limitata alla quota riscossa in base al bilancio finale di liquidazione e spetta al singolo creditore l’onere della prova che ci sia stata distribuzione dell’attivo.