<p>Il diritto della crisi e dell'insolvenza</p>
Diritto ed Economia dell'ImpresaISSN 2499-3158
G. Giappichelli Editore

31/07/2022 - Se l’evasione Iva non supera il 10% della soglia di punibilità il manager può essere assolto.

argomento: News del mese - Diritto Tributario

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Con la sentenza 21258 del primo giugno 2022, la Cassazione ha accolto il ricorso di un manager che era stato accusato di aver evaso l’Iva per conto della sua azienda per un importo pari a oltre un milione di euro. Nel ricorso presentato dal manager della società lo stesso si era difeso sostenendo che il debito era talmente grande che il superamento della soglia di punibilità, di soli 12 mila euro, era meno del 10%. Misura, questa, tollerata ai fini dell’assoluzione sia dalla giurisprudenza di merito sia da quella di legittimità. La terza sezione penale della Cassazione ha aderito alla tesi della difesa spiegando che fondato e perciò meritevole di accoglimento risulta il primo motivo di ricorso, con cui si lamenta violazione di legge in punto di denegata applicazione dell’esimente della particolare tenuità del fatto di cui all’art. 131-bis del codice penale. Nulla da fare, invece, sul motivo che riguarda la crisi di liquidità con la quale il manager aveva giustificato la rilevante evasione Iva. Gli Ermellini hanno infatti ricordato che «in tema di reato di omessa versamento dell’Iva, la colpevolezza del contribuente non è esclusa dalla crisi di liquidità del debitore alla scadenza del termine fissato per il pagamento, a meno che non venga dimostrato che siano state adottate tutte le iniziative per provvedere alla corresponsione del tributo e, nel caso in cui l’omesso versamento dipenda dal mancato incasso dell’Iva per altrui inadempimento, non siano provati i motivi che hanno determinato l’emissione della fattura antecedentemente alla ricezione del corrispettivo».